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Riflessioni

La mia  stanchezza morale . Non è debolezza. È il peso di vedere continuamente conflitto, sopraffazione, urla che sostituiscono il dialogo, ...

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domenica 19 ottobre 2014


Come si cambia per non morire...così dice una canzone, ed è vero più si diventa grandi, più il carattere si modifica. La tenacia viene soffocata in fondo al cuore, la voglia di coerenza e obbiettività delle cose, pacificata dal cervello che ripete sempre lascia perdere perché è tempo perso. La vita insegna, con le sue delusioni, occasioni, esperienze....e un bel giorno ti accorgi che intorno a te c'è solo falsità e ipocrisia, che alcune persone che tu reputi amici, sono le prime a parlarti alle spalle, incoerenti tra il dire e il fare, le prime ad esser cattive e gelose, invidiose di te, ma poi per cosa? Ricollochi vecchie frasi dette, nuovi atteggiamenti, il corpo parla più delle parole...e anche facebook parla molto specialmente quando leggi un post, che ti lascia senza parole; attacca il tuo compagno (ed è come se avessero attacato te), accuse forti e un volo pindarico fatto per una frase detta come tante altre, come se fb fosse la vita vera di te. Ecco che la persone o le persone si sono svelate per quello che sono e chiudi il quadro di allusioni, situazioni dove hai avvertito qualcosa di personale, hai avuto la risposta (che non avresti mai voluto) di quello che pensavi. Trovare un equilibrio di convivenza non è facile per me che sono diretta e che sono cristallina....ma si può fare. Mi sono messa alla finestra e aspetto, alcuni passi falsi sono già stati fatti, altri ne saranno fatti. Arriverà il giorno in cui la verità emergerà e avrò la soddisfazione di esser sempre un passo avanti a questi elementi. Gioco avvantaggiata perché so, ho preso coscienza di alcune cose che loro nella loro grettezza e superbia non pensano che io possa arrivarci tanto mi sottovalutano...ed è questo che mi rende forte, migliore e vera. Le mie piccole soddisfazioni arrivano e anche in loro presenza. Soffocare la mia schiettezza, determinazione, il mio essere diretta, mi costa parecchio..ma so che un giorno sarò ripagata.

mercoledì 16 luglio 2014

Rimango basita davanti ad atteggiamenti di incoerenza di alcune persone che si professano amici, dicono che certe a certe cose non sono interessati, che non sanno mai niente e non ti raccontano niente e poi fanno esattamente l'opposto. Sono persone insicure e attaccate alla paura di perdere qualcosa, per riempire un loro vuoto, colmare una  loro insicurezza e stima. Stanno al centro delle attenzioni, si insidiano in tutto, fanno cose a tua insaputa e poi lo sventolano come punta di orgoglio. Il meglio lo offrono, quando ti trovi in alcuni contesti e ti abbandonano per stare con i loro "amici" , ma scusa, se sono anche io tua amica perchè non mi consideri? perchè sono quasi un'estranea? Mah

venerdì 23 maggio 2014

Trasformazione

Inaspettatamente ho avuto l'opportunità di essere chiamata a partecipare ad un corso di formazione. Non era preventivato, non sapevo niente di quel corso, ma ho accettato senza pensarci troppo. E' la continuazione di un percorso intrapreso qualche anno fa, è la coronazione di impegno, sacrificio, dedizione ad un progetto a cui io credo molto. 
Una soddisfazione personale e perchè no, una pillolina di autostima in più che non guasta e per il mio ego, che mi fa sentire un po' migliore di altri.
Di questi due incontri ai quali ho partecipato in modo interessato, coinvolgendo tutta me stessa, mi sono accorta, che sono cambiata, migliorata, che in parte ho raggiunto un traguardo. Mi sono ritrovata a parlare davanti a tante persone, alcune delle quali non sapevo neanche il nome, ad esprimere me per quello che sono per la mia essenza, senza diventare troppo paonazza in viso, senza sentirmi a disagio mentre parlavo, senza avere vergogna. 
Mi sono accorta che ho parlato come se facessi una passeggiata, padronanza del linguaggio, parlando a braccio, ma con le idee chiare definite, mi ha colpita la mia serenità interiore, e la padronanza con la quale ho gestito gli sguardi che sono stati la mia forza, la mia presa di coscienza "di essere". Non che non ne fossi capace prima anzi una buona dialettica l'ho sempre avuta, ma la sensazione di serenità che prima di allora non ho mai avuto, la naturalezza e disinvoltura con cui ho parlato. La sensazione che ho provato che non potrò mai descrivere, ma che mi fa riflettere e capire che un traguardo è stato raggiunto. Posso dirmi grazie. 
Adesso con una nuova consapevolezza affronto il mio percorso con una marcia in più e posso dire che la vita ci riserva sempre delle sorprese, sta a noi vederle, sentirle, coglierle.

venerdì 7 marzo 2014

Non arrivo a capire come una persona possa nutrire tanto rancore da annullare la propria vita e vivere di vendetta. Il dolore, la delusione può essere tanta all'inizio, ma poi il tempo dovrebbe sistemare le cose, lenire i dolori e offrire nuove opportunità. Esiste l'eccezione alla regola, esiste anche chi giura vendetta; vive di ripicche, rabbia, rancore e non cura per niente i propri interessi. A cosa porta tutto questo, cosa pensa di ottenere, annullandosi per il rancore e la rabbia, che poi forse con gli anni si è trasformato in cinismo e vendetta, e il solo scopo nella vita è fare ed agire per far male; perdendo l'orizzonte perdendo il senso della vita. Arrivando ad essere un essere e basta, nè uomo nè donna, ma un essere vivente, privo di stimoli, di sorrisi e gioie senza scopi nella vita, senza la voglia di essere realizzati, amando se stessi e chi ci rende felici.

giovedì 27 giugno 2013

Una giornata come le altre, le solite cose che si fanno quotidianamente, poi 10 secondi tutto diventa caos... questa volta l'ho sentito bene il terremoto, difficile spiegare cosa sia una scossa di terremoto quando la vivi. Inizio a cercare su internet notizie, inizio a cercare tutti i miei confratelli che possono dare informazioni. Anche la tv inizia a dare notizie, che si susseguono. Questa volta è vicino a me l'epicentro a pochi km zone che conosco; e arriva lo sconforto... la natura è una forza inarrestabile. Arriva la telefonata di pronta partenza ho un'ora di tempo per preparare le mie cose devo andare, c'è chi ha bisogno di noi; e noi volontari siamo pronti a partire a dare soccorso e supporto morale. Destinazione Fivizzano.

sabato 1 giugno 2013

Finalmente il campo ha preso forma e vita, domani venerdi si aprirà il meeting. La Som, è perfetta, tutto in ordine o quasi. Durante il giorno ogni confratello, si è prodigato a finire i lavori, iniziare i test di tenuta corrente di tutti gli impianti, i cablaggi degli impianti, le sale mense tutte allestite, postazioni della Som sono organizzate, planning dei corsi pronti; già domani avranno inizio i corsi per la formazione di nuovi confratelli per la Som, per la Formazione, i Logistici stanno già frequentando il corso, quale miglior modo montando un campo come quello di Modena. Il sole ci ha fatto compagnia, siamo già abbronzati, fa caldo, speriamo bene che il tempo ci delizi anche per il Meeting....mi correggo mentre scrivo il tempo sembra mettersi al peggio, un lieve vento si è alzato la luna è coperta....non ci voleva proprio. In questi due giorni ho conosciuto nuovi compagni di avventura, ho ritrovato vecchi amici. E' strano possiamo non vederci per tanto tempo eppure quando ci rivediamo e condividiamo insieme le cose è come se non ci fossimo mai lasciati. L'emozione sale ogni volta che vedo visi familiari, lo sguardo s'incontra, il sorriso e l'abbraccio. Mi emoziono anche quando vedo altri confratelli che si salutano. Un'emozione che non è descrivibile: il cuore palpita, un nodo alla gola si fa spazio, il pulviscolo dell'aria entra negli occhi e li rende lucidi. Insieme siamo un qualcosa che ha dell'incredibile, camminiamo sulla solita strada verso la solita meta; sappiamo anche se non ci diciamo niente, la nostra forza è la condivisione nel dare al prossimo, la misericordia di aiutare chi ha bisogno, condividiamo il mettersi a disposizione per il prossimo. Oramai le energie mi stanno abbandonando domani tra poco arriverà, meglio riposarsi.

lunedì 27 maggio 2013

La sveglia suona, è la prima della tenda in cui dormo; c'è chi russa profondamente, chi si gira dentro quel sacco a pelo che tanto ci avvolge e che è un caldo abbraccio dopo una giornata di lavoro, qualcuno forse maledirà il suono della sveglia. La vita al campo è anche  questa. I ritmi sono diversi dalla vita normale, ogni gesto quotidiano non è come nella normale quotidianità; è come essere portati in un'altra dimensione di vita. Affannosamente e sempre nelle braccia di Morfeo mi accingo ad andare al bagno, pensando ad una gustuosa colazione, qualcosa di caldo ci vuole la notte è stata fredda. I primi "buongiorno" sono per chi è già in cucina a preparare le nostre colazioni, già tutti sorridenti e pronti per la loro giornata di fuoco (ci sarà il pranzo e la cena da preparare), fortunatamente non c'è fila per la colazione, un bel tè caldo è quello che ci vuole. Poco a poco la lucidità prende il sopravvento, pronta per andare in Som. Qualche Logistico è già al pezzo, l'idraulico che finisce di sistemare alcuni impianti, l'eltretticista che è alle prese con un impianto elettrico, c'è chi già monta nuove tende e chi inizia a sistemare dentro ai container. La Som apre sonnecchiosamente e i "sommisti" arrivano silenziosamente; da li a poco arriveranno nuovi confratelli e la giornata prenderà il suo via con la sua frenesia, i suoi problemi, a poco a poco il campo prenderà sempre più vita, ai primi 100, si affiancheranno nuovi confratelli.

domenica 26 maggio 2013

E' sera, il silenzio si fa spazio nell'atmosfera, il primo giorno è quasi concluso. Siamo arrivati con l'entusiasmo di un bambino che scarta il regalo di natale, emozionati di vivere un'esperienza di cui non sappiamo cosa ci aspetti. Il campo è quasi montato mancano alcune tende, finiture per i bagni, da montare gli impianti all'interno delle due sale per gli incontri e dibattiti e altri lavori. Vedere un campo vuoto fa strano, abituati alle emergenze; dove c'è sempre vita (specialmente agli inizi dell'evento); vive 24 ore e non dorme mai. Questa volta è diverso, è stato diverso anche il primo giorno dove gli incorpori, i lavori erano gli stessi di un campo, ma non avevano ne la frenesia, l'adrenalina, il caos, la confusione e concitazione dell'emergenza. Eravamo in pochi troppo grande per pochi, a poco a poco saremmo diventati più di mille e non avevo la minima idea cosa significasse vedere arrivare, vedere vivere al campo più di mille persone.

mercoledì 6 febbraio 2008

Sulle strade siamo sempre più indisciplinati, forse siamo in troppi, ma forse siamo anche meno attenti alla guida. Adesso in contemporanea guidiamo, rispondiamo al telefonino impartendo ordini per l'ufficio o pregando la piccola peste di andare all'asilo e di dare retta alla nonna o la tata. Mentre una volta l'unico svago in auto poteva essere la radio o la sigaretta adesso come minimo abbiamo due cellulari (uno personale e uno aziendale) la sigaretta e i mille pensieri per la testa tra una telefonata e l'altra. E l'attenzione alla strada dove va a finire? Si siamo decisamente distratti e non ci accorgiamo cosa ci accade intorno o meglio di fronte a noi. Se ci mettiamo che adesso vanno di moda le rotonde che mettono in crisi le nostre poche conoscenze del codice della strada ecco è fatta siamo nel panico più totale.
Tempo fa andando a Carrara ho assistito ad una scena che mai mi sarei immaginata l'ho vista solo nei film polizieschi americani. Rotonda una precedenza mancata, due che si pitizzano con il clacson, ma non finisce li ecco l'inseguimento le finte di andare adosso all'altra auto a le due auto che si schivano. Il semaforo diventa rosso le due auto si fermano ed ecco quello che temevo, un ragazzo scende dalla sua nuova auto e inizia ad inveire, io costretta a fermarmi e a osservare la scena pensando scendo o non scendo. I toni si fanno forti il signore piuù anziano scende dall'auto e volano insulti. Io mi sento di dover scendere non posso assistere inerme esiste il buon senso, insieme a me scende un signore mosso a compassione come me. Beh ci troviamo a dividere i due a cercare di far ragionare le persone cercando di evitare qualche schiaffo. Il tutto si è risolto nei migliori dei modi tra persone civili. Tutto per colpa di una rotonda e lo stress della vita moderna.

sabato 1 dicembre 2007

Sono stata un poco pigra e un poco impegnata, la fantasia se ne è volata via insomma tutto come sempre. Le giornate sono lunghe, uggiose, umide e non stimolano la voglia di essere intraprendenti.
In questa settimana ho fatto una capatina a Napoli, come sempre bellissima, ma mi ratrista vederla non curata, strade dissestate, sporche, edifici vecchi lasciati andare a male, traffico a dismisura senza regole. Non è una città come le altre, eppure avrebbe tanto ed ha tanto da offrire, potrebbe essere come le altre.

lunedì 12 novembre 2007

Infilo la mia divisa, arrivo, entro in sede saluto tutti oramai è la mia seconda casa, mi siedo, parlo con i miei compagni d'avventura, guardo la tv. Una sera come le altre?! Chissà le ore passano, il telefono non squilla, anche la radio tace, non escono neanche le altre associazioni, siamo tutti rilassati, forse riusciamo a non uscire. No, il telefono squilla, è la linea della centrale ecco dobbiamo uscire. Il cuore inizia a palpitare, la testa inizia ad organizzare le idee, ma un emozione mi assale, chissà cos'è farò tutto bene? Codice rosso, sali in ambulanza, infili i guanti, oramai la sirena non assorda più il cervello, non ci faccio più caso. Ripasso mentalmente cosa fare per quella determinata situazione. Pericolo scampato l'incidente, non sai mai cosa ti aspetta, per me rimane l'urgenza più complicata e difficile.
La sirena smette di fischiare prendiamo l'attrezzatura. Varco la soglia di casa, odori, profumi, uno spezzato di vita di una famiglia come altre, ma dove devo andare? gli occhi ti guardano smarriti, preoccupati chiedono di fare il meglio, il possibile. Ecco il paziente, il dottore inizia la sua indagine, io ascolto, il cuore mi batte e penso cosa possa servire, cosa nel frattempo posso, insieme alla mia squadra, preparare, organizzare. Il caldo si fa sentire, ma non hai tempo per toglierti la giacca, ecco elettrocardiogamma, ossigeno, agocannula, flebo, siringa il medicinale. Tutta la squadra ha il suo ruolo. Pronti il paziente è stabilizzato, adesso però va portato al pronto soccorso. I visi un pò smarriti, un pò sollevati, gesti impacciati come di chi non sa cosa deve fare. Gli occhi della figlia rossi dal pianto, un pò isterica. Io vorrei rassicurarla, ma non ho tempo, incrocio il suo sgurado e provo a farle un sorriso, vorrei trasmetterle positività. Pronti siamo di nuovo in ambulanza, partiti la sirena inizia a suonare. Il cuore mi batte forte, adesso mi viene l'angoscia. Guardo i gesti del dottore, guardo il paziente, ho sempre paura che la situazione possa precipitare, è quasi un peso andare al pronto soccorso. Speriamo bene. In un lampo siamo al pronto soccorso. Tutto è andato bene, ultimo sforzo, portarlo nella stanza n. 3. Auguro buone cose al paziente (mi dico che sono stupida, ma in fin dei conti sono umana e sensibile) sflilo i miei guanti, li getto con un gesto quasi liberatorio, un respiro di aria fresca, relax. Rientriamo ma so che in ogni attimo potrebbe di nuovo squillare il telefono e sono pronta per una nuova emergenza.

domenica 4 novembre 2007

Rispondo con un post ad il commento del mio amico Zebrallo. Anch'io come te penso che l'Amore vada vissuto e basta, come del resto anche la vita. Quando una persona ragiona troppo, vuol dire che non è poi così convinto, si vuol autoconvincere. L'Amore è un impulso, una serie di sensazioni, vari stati d'animo corre veloce e non ti puoi soffermare a chiederti cosa sia giusto o no. L'Amore è fatto di attimi, di profumi, sguardi, mai è uguale, mai ti fa fare le stesse cose. Un fiume in piena, una cascata, un'alta e una bassa marea, l'Amore è tutto questo e molto altro, l'Amore per ognuno di noi è qualcosa di speciale e diverso per ogni essere umano. Non esiste una formula matematica uguale per tutti, non esistono consigli uguali.

lunedì 29 ottobre 2007

E' vero che lo scrivere non è il mio forte, il mio assenteismo non ha scuse. Ogni tanto potrei almeno scrivere due righe, tanto per dire che sono sempre viva. Ultimamente la mia vita nel cyberspazio è collassata, passo diverse ore davanti al computer per lavoro che a fine giornata non ho più la fantasia.
Dopo un anno esatto ho rivisto un' amica. Un anno..... quante cose cambiate, intanto i nostri capelli io lunghi, lei neri e non più con i colpi di sole, truccata, diciamolo più donna. Sono passati 365 gg ci siamo ritrovate nel solito posto ed era come se non ci fossimo mai perse di vista, avrei voluto rimanere anche per ricordare i vecchi tempi, ma non ho potuto. Ma anche cinque minuti son valsi ad aspettarla dopo una giornata di lavoro, con i piedi che mi facevano male. Peccato che abbiamo avuto poco tempo per stare insieme quante cose da raccontare, quante risate da fare, eppure non sarebbe difficile vedersi basterebbe avere le vite meno incasinate e come potrebbe dire lei meno precarie.

martedì 2 ottobre 2007

L'autunno è arrivato fortunatamente il tempo si è ripreso e le giornate ricordano ancora il sapore dell'estate. Anzi diciamo sul mare si sta ancora molto bene e questo fa bene sia alle mie povere ossa che al mio umore e credo di non esser l'unica. Tra i miei vari impegni nè ho avuto uno che è stato la prima volta.
Era la prima volta che vedevo la partenza di un rally.

Di rally ne ho visti qualcuno ma la partenza mai, di per sè è divertente, tra commissari, orologi e marchingegni per il tempo qualche colpo di scena il tempo passa velocemente. Il rombo dei motori, i gas di scarico, l'odore delle gomme sull'asfalto tutto esaltante......... all'inizio, alla seconda prova ero già svaccata nell'erba a prendere il sole a chiaccherare a veder tirare le olive nel finestrino aperto del carro attrezzi. Non posso lamentarmi sicuramente ho passato una domenica diversa dalle altre e mi ritengo fortunata.

giovedì 30 agosto 2007

Questi utimi giorni per me sono stati molto coincitati, mi sono accadute cose strane che mi fanno ridere perchè la vita non finisce mai di sturpirmi, c'è sempre da imparare. Questa volta non so se mi ha fatto uno sgambetto o voleva farmi, di fatto tutto è rimasto come sempre, diciamo che con il tempo potrei dire di aver tagliato dei rami secchi. La festa di Ferragosto del mio bagno fu galeotta o per meglio dire mi ha procurato un corteggiatore da strapazzo, mi fa ridere la cosa perchè più gli nego la mia presenza e più questo si scioglie ai miei piedi. Una mia amica ha una teoria: quando una donna è serena con se stessa, è appagata, sicura di sè, non ha necessità di guardarsi intorno per trovare un uomo, allora diventa affascinante. Ed è qui che gli uomini inciampano e ti riempiono di attenzioni, diventano dei magnifici cavalieri, fanno di tutto per affascinarti e più dici di no e più loro si buttano, ti cantano serenate, ti offrirebbero la cena nel ristorante più caro pur di far breccia nel tuo cuore! La cosa mi lusinga non posso nasconderlo, mi fa sentire donna, mi diverte. Domani il mio folle corteggiatore tornerà a casa nella sua Torino riprenderà il suo lavoro, rimarrà un dolcissimo ricordo estivo, delle risate in riva al mare, delle partite a beach volley, di una serata a ballare latino americano. L'estate orami volge al termine non rimane che aspettare che torni di nuovo una nuova estate.

giovedì 12 luglio 2007

Di tutte l'esperienze di vita che potevo fare mi mancava un'ultima, quella di sostituire la mia dolce metà nel suo lavoro. In questi giorni mi son fatta una cultura di prese, interruttori, spot, led, elettrodomestici e relativi fornitori. Credo che in un mese potrei anch'io gestire l'ufficio tecnico ed acquisti di un cantiere nautico. In un certo senso, mi piace la cosa, perchè accresco il mio sapere ed assecondo la mia curiosità e per dirla tutta la cosa più interessante uso il tutto per poter finire la casa in costruzione, posso scegliere cosa voglio per arredare la mia nuova casa (anzi impazzisco) proprio oggi ho detto al mio Tato che neanche uno stipendio di 15.000 euro mensili basterebbero per finire casa nostra. Cosa che però mi rende felice è che il mio Tato è contento di me ed è tranquillo di tutto quello che sto gestendo io e conoscendolo mi rende veramente contenta di me stessa.

martedì 10 luglio 2007


Mare mare e le ferie? Beh decisamente non mi posso lamentare io vivo in paradiso, unica nota un poco stonata è che sono sola. A. lavorando all'estero non c'è mai. Questa cosa non mi pesa più di tanto, finchè riesco a riempire le mie giornate, ma senza di lui non è sempre facile. La sera la malinconia mi assale e adesso veramente parlo al muro di casa.

domenica 24 giugno 2007

Dividere l'ombrellone con altre persone può essere una cosa intelligente la spesa è minore, può essere piiù sfruttato. Il problema è quando tutti si ritrovano sotto lo stesso ombrellone finchè si tratta di dividere lo spazio per prendere il sole o sedersi su una sdraio, va bene, il problema arriva quando da un semplice dialogo si arriva ad un dibattito/discussione oggi era tra un laico diciottenne che crede di sapere tutto sulla vita ed un sessantenne cattolico praticante. Io oggi ero andata sul mare per rilassarmi e leggere un libro, magari prendere un pò di sole insomma non avrei avuto voglia di impegnare il mio cervello per questioni importanti. Ed invece mi sono ritrovata nel mezzo sia fisicamente che nella discussione a cercare di tagliare corto. Dalla strage di Erba, il parroco sembra che abbia chiesto alla comunità di occuparsi dei due coniugi arrestati, perchè nessuno va a trovarli, ne a portagli abiti ecc. Il cattolico sosteneva che aveva ragione, religiosamente Dio è misericordioso quindi bisogna perdonare ed andare oltre, in fin dei conti stanno scontando la giusta punizione (laica aggiungo io). Da qui è partita la discussione. Io sostengo che un laico non possa parlare di certe cose con un cattolico perchè non si capiranno mai perchè i punti di vista sono completamente differenti, a meno che il cattolico non cerchi di esser obbiettivo e quindi un poco laico. Ma oggi non era il caso! Da non uccidere siamo passati alla guerra ai partigiani che non hanno fatto l'Italia che non servivano a niente, ai preti pedofili che non vengono scomunicati! Che la religione non ha le sue regole che Chiesa è uguale alla religione, insomma un grande caos. La maggior parte delle persone fa molta confusione con le cose ed è più facile parlare per frasi fatte che ragionare con il cervello. Si parla per stereotipi non per ragionamenti propri ed io questa ignoranza non la condivido. Visto il grande caos ho preso il mio libro da leggere e mi sono estraniata perchè oggi il mio cervello era settato al divertimento e basta. Siccome ragiono tutta la settimana almeno la domenica facciamo festa!

mercoledì 30 maggio 2007

Eccomi di nuovo, non è facile riuscire a trovare un po' di tempo, sono indaffaratissima. Beati coloro che lavorano in ufficio e che davanti ad un computer invece di lavorare fanno finta e si collegano ad internet e navigano, postano, curiosano nel cyberspazio.
Non so se essere polemica, allegra, o seria avrei alcuni pensieri nella mente che saltano da un neuorone all'altro, ma siccome non sono molto brava a scrivere forse è meglio che taccia, no... scrivo di getto come riesce a me e se vi piace vi piace e se no vi piace come scrivo non sono mica nata scrittrice (almeno sono coraggiosa, meno male scrivo che scrivo on line altrimenti quante uova marcie mi tirereste... :) ).
Bene; lunedì mi sono bagnata come un pulcino grazie 1. al tempo 2. agli ingenieri che progettano le strutture 3. sono una gentildonna.
Ho accompagnato una signora a fare una RM RACHIDE (risonanza magnetica) quando sono arrivata a Lucca, diluviava, non sapevo dove parcheggiare l'ambulanza, non esistono tettoie per i mezzi di soccorso, ho fatto scendere sotto la pioggia la signora, le ho prestato il mio blusotto per coprirsi ed io sotto la pioggia a mezze maniche.... al ritorno all'ospedale mi sono di nuovo allagata anche la paziente purtroppo nonstante la testa coperta dal mio blusotto. Abbiamo un entrata nostra, ma devi camminare 100 mt a piedi perchè il parcheggio è da una parte e l''entrata dall'altra non esistono tettoie o corridoio riparato e purtroppo per noi volontari che siamo dotati solo di due mani; visto che le nostre mani sono occupate a tirare la barella o la sedia a rotelle, magari sotto il braccio abbiamo anche la cartella clinica del paziente, avremmo bisogno di una terza mano per sorreggere l'ombrello. Insomma lunedi mi sono sentita una paldina dei malati, un San Martino della situazione, ma nello stesso tempo un piccolo pulcino abbandonato all'acqua reischiando di prendere il raffreddore.... :)

lunedì 14 maggio 2007

Trovare lavoro non è facile, qualcuno risponde basta accontentarsi, in alcuni casi non è sufficiente. Nella mia vita ho fatto diversi lavori, l'ultimo intrapreso è quello di commessa, dopo quattro anni ho provato ha mettermi in proprio. Ho spedito tanti curriculum, fatto alcuni colloqui di lavoro, per le grandi aziende vedi Upim ecc. non sono pronta per lavorare in team visto che ho lavorato in piccole realtà (cercavano un responsabile capo reparto) anche se ho esperienza di gestione e di responsabile del personale , oppure non ho i titoli adatti perchè sono più che una semplice commessa, ho qualche carta in più, perchè aspiro a tornare indietro (cercavano una commessa) invece di pensare alla carriera? come se fosse un demerito anzichè un merito. Bene, alla seconda domanda rispondo in questo modo le aspirazioni le ho, sono ambizioza il giusto, ma siccome devo portare la pagnotta a casa preferisco uno stipendio prima di tutto e poi la carriera (faccio parte di tutti gli sfigati precari e non che lavorano per tirare avanti), non mi sembra di essere poi così irresponsabile, so io quali sono le mie necessità in un determinato momento. Alla prima domanda rispondo che se si è bravi a dirigire lo si è con uno o con cinque persone, avrei preferito sentirmi dire preferiamo una persona già con esperienza. Insomma non si è mai pronti per intraprendere un nuovo lavoro anche se ci riteniamo adatti e se abbiamo le credenziali. Non esistono lavoratori precari anche i curriculum sono precari!