Onestà
La pretendo prima di tutto da me stessa, anche quando non è semplice. Perché la vita, le emozioni e il cuore, spesso, complicano tutto.
La pretendo anche dagli altri, perché io cerco di esserlo. L’onestà permette di scegliere, di capire, di porsi davanti alle persone e alle situazioni in modo vero, genuino, senza maschere.
Oggi, però, non è così semplice come sembra. Le persone appaiono spesso inghiottite da falsi miti, convinte di sapere tutto. Basta aver letto un post, un articolo, aver ascoltato una trasmissione, e improvvisamente tutti diventano medici, psicologi, avvocati, imprenditori. Ma in questa presunzione di sapere, forse, molti hanno perso il senso di sé.
Si confonde il bene con il male, il giusto con lo sbagliato. I riferimenti si sfumano, perché tutto sembra a portata di mano, tutto sembra opinabile, tutto sembra facile.
A volte mi chiedo chi ho davvero davanti. Non so con chi sto parlando, non capisco se quella persona mi comprenda davvero o se mi stia solo assecondando per apparire giusta, per compiacermi. E il pensiero peggiore è chiedermi se, alle mie spalle, parlerà male di me.
Eppure dovrebbe essere così semplice: ognuno di noi ha una storia, un vissuto, un campo di esperienza, un modo unico di stare al mondo. È lì che si trova il vero essere.
Apprezzare una persona nella sua interezza, anche quando è diversa da noi nei pensieri, nelle scelte e nel modo di vivere, è una forma rara di rispetto.
Da quell’incontro può nascere qualcosa che lascia un segno. Anche se poi le strade si separano, ci si può comunque arricchire.
E allora lo ripeto a me stessa:
Sono così, piaccia o non piaccia.
Io sono stata come vorrei essere.
Se qualcuno non lo comprende, forse non sono io ad aver perso qualcosa.