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Riflessioni

La mia  stanchezza morale . Non è debolezza. È il peso di vedere continuamente conflitto, sopraffazione, urla che sostituiscono il dialogo, ...

domenica 1 marzo 2026

Riflessioni

La mia stanchezza morale. Non è debolezza. È il peso di vedere continuamente conflitto, sopraffazione, urla che sostituiscono il dialogo, potere che schiaccia invece di custodire.

Viviamo in un’epoca in cui l’esposizione continua a guerre, violenze, scontri politici amplifica la percezione di caos. Il cervello non distingue tra ciò che accade lontano e ciò che accade vicino: reagisce comunque con allerta, paura, rabbia. È una risposta umana.

Un pensiero mi assale:

“poco a poco si diventa violenti senza saperlo”

È vero. La violenza non nasce sempre come gesto fisico.
Nasce come irrigidimento.
Come chiusura.
Come perdita di fiducia nel confronto.

E questo è il rischio più grande: non la guerra lontana, ma la normalizzazione del conflitto come unico linguaggio possibile.

Esiste una possibilità di non lasciarsi sopraffare la riflessione.
Chi riflette non è ancora intossicato.
Chi si interroga non ha perso il senso del giusto.

C’è una frase di Hannah Arendt che dice che il male spesso nasce dalla mancanza di pensiero, dall’incapacità di fermarsi a interrogarsi. 

Forse il punto non è trovare senso negli eventi — perché alcune cose non hanno senso —
ma scegliere che senso vogliamo generare noi davanti a ciò che accade.

In un mondo che alza la voce, restare nel dialogo è un atto rivoluzionario.
In un mondo che impone, scegliere l’ascolto è forza.
In un mondo che genera paura, coltivare relazioni sane è responsabilità.

Non possiamo controllare le guerre. Non possiamo zittire i politici che urlano. Non possiamo impedire ogni violenza.

Ma possiamo scegliere di non diventare ciò che ci ferisce.

E forse la vera domanda non è:
“Che mondo è questo?”

Ma:
“Che mondo voglio generare nel mio spazio di azione?”

Questa mia inquietudine è segno che sono ancora profondamente umana.

sabato 28 febbraio 2026

Ritorno

Sono passati silenziosi e rumorosi insieme,
hanno portato tempeste e approdi,
strade chiuse e sentieri che non avevo mai immaginato di percorrere.

La vita ha cambiato direzione più volte,
mi ha tolto certezze per insegnarmi profondità,
mi ha fatto lasciare luoghi conosciuti
per farmi abitare spazi interiori nuovi.

Ma ogni svolta ha inciso qualcosa dentro di me,
come fa l’acqua sulla roccia:
senza fretta, ma con verità.

Oggi mi guardo e riconosco
le tracce di quei cambiamenti.
Non sono più quella di prima,
eppure sono ancora me.

Con più consapevolezza.
Con più silenzio.
Con una forza che non grida,
ma resta.

domenica 6 marzo 2016

Il tempo porta le risposte...vero e offre la possibilità di avere un quadro preciso di chi hai di fronte. L'istinto non inganna mai...mi dico che dovrei dare ascolto di più a quella voce che mi apre gli occhi, ma tendo sempre a vedere il lato buono delle cose e persone a trovare una "giustificazione" positiva. Il tempo poi porta le conferme.
Il 2015 si è chiuso con tante esperienze positive, con una crescita interiore e non solo, con tanti doni ma quello più grande è quello di diventare mamma. Dono inaspettato, perchè non  calcolato, ma lasciato al destino e questo fa si che la sorpresa sia stata speciale ed emozionante, come ricevere un regalo inaspettato oltretutto quello che desideravi.

venerdì 20 novembre 2015

Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame. Lasciate piuttosto che sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime. Colmate a vicenda le vostre coppe, ma non bevete da una sola coppa. Scambiatevi il pane, ma non mangiate un solo pane. Cantate e danzate insieme e insieme siate felici, ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo.

Khalil Gibran

lunedì 16 novembre 2015

"Come non si può spegnere il fuoco con il fuoco, né asciugare l'acqua con l'acqua, così non si può eliminare la violenza con la violenza."

(L. Tolstoj)

sabato 7 novembre 2015

Cambiare non perché qualcosa non va, solo perché sono così. Cambiare perché la vita è un continuo movimento ed evoluzione, perché cambiare è rinnovarsi e migliorarsi